Iorio ringrazia l’estremismo infantile di quattro ragazzotti al Bar

Iorio ringrazia l’estremismo infantile di quattro ragazzotti al Bar

Quattro ragazzotti dal piglio anche un po’ presuntuoso, guidati da un Ingegnere in cerca di lavoro (come ce ne sono tanti della stessa età) hanno rimesso il Molise nelle mani di Michele Iorio e del suo sistema di potere.

Sia chiaro: non sono gli unici ad avere premuto il “grilletto” e sparato. Un sostanzioso contributo è arrivato anche da quella rete di amministratori dei piccoli Comuni che cercano di sopravvivere alimentando le varie clientele personali appoggiandosi al volpone Iorio.

Una ragione in più per chiudere tutti, o buona parte, questi piccoli Comuni, mantenendo in piedi solo i servizi associati per i cittadini e azzerando l’esercito, inutile, di sindaci e assessori. Per confessarsi basta un Prete in ogni paese.

Ma l’idea che un gruppetto di ragazzotti determini altri cinque anni di disastri nel Molise, accentua la rabbia, anzi l’incazzatura. Ed i primi ad incazzarsi dovrebbero essere proprio i giovani che hanno votato. 

Ora restano tutti in fila, possibilmente in silenzio e con il cappello in mano, in attesa che l’imperatore conceda qualche briciola per sopravvivere. E poi, francamente, nessuno ha capito cosa vogliono i grillini molisani. 

Facce sconosciute, assenti negli ultimi cinque anni. Mentre Iorio si mangiava la sanità e per migliaia di lavoratori scattava la cassa integrazione, questi ragazzotti sono rimasti in totale silenzio.

Francamente non abbiamo capito quale era la proposta programmatica innovativa, a parte la banale, scontata e vecchia idea di mettere le webcam nell’aula del Consiglio regionale e nelle stanze delle commissioni di palazzo Moffa.

Il grillismo nel Molise si è rivelato per quello che è, una forma di estremismo infantile alimentato dal mito della rete: il nuovo Totem. Storicamente l’estremismo infantile ha contribuito solo a mantenere in piedi il peggiore potere costituito.

Probabilmente ha ragione D’Alema quando ha detto che non si risolveranno i problemi di questo Paese (l’Italia) passando da un cabarettista (Berlusconi) a un altro cabarettista (Grillo).